20/11/2013 EMOZIONI D’AUTUNNO…

//20/11/2013 EMOZIONI D’AUTUNNO…

20/11/2013 EMOZIONI D’AUTUNNO…

I soci raccontano….

         

Emozioni d’autunno e suggestioni medievali:

escursione a cavallo al Castello di Brandola

“Chiara…ci sei? Non ti sento…” E’ la voce familiare di Tiziano che mi scuote mentre, ultima della fila in sella alla mia compagna d’avventura Eminent, sono racchiusa in un silenzio che tale appare agli altri, ma che è pieno di voci forti e chiare dentro di me. La mia anima ed il mio cuore mi stanno dicendo un sacco di cose, tutte in una volta. “Accidenti, non siamo soli, poi forse non avrei il coraggio di dirti come mi sento” penso tra me e me. Balbetto una frase impacciata, tipo “ehm…stavo riflettendo… ci sono, ci sono”. Parto volutamente dalla fine di questa esperienza straordinaria. Avrei voluto rispondere che mi sentivo sopraffatta, così come ricordavo di essermi sentita dopo aver visitato una splendida, enorme cattedrale gotica in Francia quando ero ancora un’adolescente.  Era una di quelle dalla struttura molto complessa, col soffitto altissimo, le vetrate colorate, i mostri scolpiti nella pietra, i contrafforti rampanti, le colonne fittamente decorate. “Tiziano, ma non ti viene spontaneo ammirare ogni dettaglio in silenzio quando entri in una magnifica cattedrale?” Ecco la risposta che avrei voluto dare. Non era la prima escursione che effettuavo col Gruppo Attacchi VDA Appennino Modenese, ma per contesto naturalistico e storico-culturale, quella al Castello di Brandola è sicuramente quella che mi ha emozionata maggiormente finora. Forse perché siamo stati benedetti dal piacevole tepore di una splendida giornata di fine autunno, che si è donata a noi con un’incredibile gamma di colori, profumi e suoni… ah, la musica che la natura ci regala! Il fruscio delle foglie, il ronzare degli insetti, il batter d’ali degli uccelli, il ticchettio della rugiada, lo scorrere impetuoso di un torrente che dalla montagna si getta a valle per finire chissà dove. E il respiro dei cavalli, nostri fidati compagni di viaggio con cui ci si sostiene a vicenda nella fatica, con cui si lavora in simbiosi, alla continua ricerca dell’equilibrio e anche della traiettoria migliore quando il terreno è difficile. La suggestione dell’avere per meta un antico borgo ci ha motivati nell’impegnativa salita del viaggio d’andata. Bello anche, per la prima volta, sapere che ci saremmo ritrovati a destinazione col gruppo di “pionieri” del Nordic Walking. Noi avremmo potuto leggere sui loro visi la piacevole sorpresa della camminata nei boschi, le spiegazioni della guida sull’ambiente circostante, in particolare le piante, le bacche, i fiori… E loro avrebbero potuto leggere sui nostri visi l’emozione unica che può regalare un’avventura “a due”, come mi piace definire ogni uscita a cavallo. Insieme, abbiamo assaporato una tanto breve quanto entusiasmante lezione di storia ed architettura su ciò che rimane (poco ma ottimamente conservato) di questa fortificazione medievale dal passato lungo e travagliato. Sulla via del ritorno, gli zoccoli dei nostri cavalli solcano  l’antico ponte a schiena d’asino di Brandola, mentre tutt’attorno cadono piccole foglie gialle, arancioni e rosse. Cogliamo due innamorati che si abbracciano sotto questa specie di magica pioggia autunnale. Al nostro passaggio un misto di pudore e timore reverenziale nei confronti degli splendidi animali che montiamo li induce ad allontanarsi e dirigersi verso il bosco…  ma poi, il nostro saluto cordiale e l’andatura tranquilla di Eudora, Regina ed Eminent li convince a rimanere nei paraggi. Dopo una ripida discesa in mezzo alla fitta vegetazione, attraversiamo alcune colline in parte coltivate, sfruttando i sentieri comunali che oggi diamo per scontati ma chissà di quanti viandanti, animali e carri potrebbero raccontarci, se potessero parlare, dall’alto della loro vetusta età… E’ su uno di questi sentieri che ci scappa una breve, gioiosa galoppata che i nostri amici a quattro zampe probabilmente attendevano con la stessa nostra trepidazione. Una bella sgambata per sciogliere i muscoli e gli animi dopo la tensione e concentrazione richieste dal percorso su terreni talvolta impegnativi per cavalli e cavalieri date anche le pendenze di tutto rispetto. Rientriamo alla base, dove ci aspetta Gastone, che mi piace definire “il cane giusto nel posto giusto” e che personalmente adoro. E mentre tutti insieme, camminatori e cavalieri, condividiamo le nostre emozioni seduti a tavola davanti al buon cibo ed al buon vino della Taverna del Brutto, guardo Tiziano e mi dico fortunata perché posso cavalcare con una guida così. Lui sa tutto dell’Appennino, conosce perfettamente i sentieri e sa escogitare percorsi alternativi sicuri in caso  di imprevisti (un tronco caduto, una frana, ecc.), lui può dirti cosa sta pensando il tuo cavallo, lui ti guarda in sella per 30 secondi e capisce quali sono le tue capacità equestri e non ti farà mai fare qualcosa che non sia alla tua portata. Concludo con le parole che ho detto a Piera quando ci siamo salutate nel pomeriggio: “Grazie di tutto. Come ogni volta che faccio escursioni qui da voi, nel corpo e nello spirito mi sento molto, molto meglio rispetto a quando sono arrivata”.

Chiara Gamberi

By | 2017-09-22T16:04:49+00:00 novembre 20th, 2013|2013|0 Comments