23/04/2018 LA BICICLETTA E LE MOLLETTE

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23/04/2018 LA BICICLETTA E LE MOLLETTE

Un tempo la bicicletta era il principale mezzo di locomozione, era utilizzato da differenti ceti sociali, e quando ci si vestiva “dalla festa” le mollette, applicate ai “pantaloni buoni”, erano d’obbligo.
Le mollette rappresentavano un segno distintivo, era la prova inequivocabile che si possedeva una bicicletta che allora rappresentava uno “status symbol”.
Fatto tutt’altro che trascurabile nel primo dopoguerra, tant’è che circolava una scherzosa battuta: “Ha comprato prima le mollette della bicicletta…”.

Penso che questa simpatica storiella, delle mollette e della bicicletta, abbia delle analogie con l’ormai vetusta questione della sentieristica, infatti, ciclicamente prendono corpo impegnative imprese mirate alla pulizia dei sentieri, iniziative realizzate da encomiabili volontari, certamente mossi dalla passione per le loro attività sportive e ricreative, oltre all’amore per il territorio. Operazioni che sovente porto avanti anch’io, in prima persona, spesso in solitudine, in silenzio, lontano dal clamore mediatico. Poi, nel giro di pochi mesi questi percorsi saranno nuovamente invasi dalla vegetazione, quindi ancora poco fruibili.

Sforzi vani, perché la concreta valorizzazione e lo sviluppo del territorio non può essere relegata alla semplice pulizia di qualche sentiero o carrareccia, un approccio che prende ispirazione da logiche corporative e, soprattutto, carente di una visione complessiva della questione.
La strada da percorrere deve tenere conto di tutte le realtà economiche presenti nei vari siti, comprese quelle che non hanno marcata vocazione turistica, sviluppando progetti mirati a un’offerta ampia ed articolata, in linea con la crescente domanda turistica che si rivolge a comprensori dall’alto pregio naturalistico, oltre ai relativi aspetti correlati, di cui l’Appennino dispone in maniera ampia.

Allora, prima di pulire i sentieri, interventi che se supportati da azioni mediatiche certamente fanno lustro ad alcuni, si inizi a ragionare su progetti che vadano oltre i “piccoli orticelli”, coordinando tutte le risorse – e i tanti generosi volontari – di cui la nostra montagna dispone.
E’ questo uno dei compiti precipui della politica, dare indirizzi strategici, coordinare le risorse (non solo economiche) e avviare le conseguenti iniziative.

In attesa, mi affretto a comprare un paio di mollette…

(T.B.)

By | 2018-05-05T15:15:25+00:00 aprile 23rd, 2018|2018, News|0 Comments