23/11/2012 EQUITAZIONE ED EMOZIONI

//23/11/2012 EQUITAZIONE ED EMOZIONI

23/11/2012 EQUITAZIONE ED EMOZIONI

 Equitazione ed emozioni

Alla ricerca della collaborazione, dell’ascolto, della condivisione… Grazie per aver tradotto emozioni ormai lontane che oggi paiono desuete. Un incoraggiamento ad andare avanti sulla strada maestra…

T.B.

   PERCHE’ L’EQUITAZIONE VUOL DIRE GRANDI EMOZIONI L’EQUITAZIONE è fonte di grandi emozioni: un po’ come quando una persona avanti negli anni, certa di avere ormai assaporato tutto quanto la vita può donargli, incontra un nuovo amore. Perché l’Equitazione è un grande amore!
Tanto più grande quanto più i caratteri sono messi alla prova ogni giorno, in una sfida continua che non trova vincitori ma alimenta il reciproco     rispetto.
Conoscere un nuovo cavallo ed indovinare, o credere di indovinare, nei suoi atteggiamenti e nelle sue espressioni qualcosa di regale; anche se è pienodi difetti di costruzione, di quelli che per i manuali significano una bocciatura.
Questo autentico sogno di Pegaso schiude l’attesa quotidiana della scoperta e della conferma: perché passa attraverso tante piccole delusioni ma anche grandi gioie se si ha la costanza propria dei grandi amori. Rapporto punteggiato da incontri giornalieri, ciascuno diverso: in comune la     trepidazione notturna che precede le occasioni importanti e l’attesa impaziente dell’alba. E’ questa l’ora del giorno nella quale possiamo     esprimere le nostre migliori capacità perché la mente si ricarica in un corpo  a riposo.
Queste capacità noi offriamo quotidianamente al nostro amico che ci gratificherà con il suo apprezzamento: così cresce l’intesa che suggella il     patto d’amore.
L’intesa è il presupposto della crescita reciproca: il cambiamento che si  determina con la riunione è talmente grande da provocare grande emozione e suggerire interventi raffinati. Con essa, inoltre, si manifestano le condizioni per accedere all’agonismo.
La vigilia di ogni gara è stimolante perché con i cavalli non si sa mai esattamente quello che succederà: soprattutto se il nostro amico metterà     generosamente a nostra disposizione tutte le sue possibilità oppure denuncerà qualche rigidità dovuta, probabilmente, a qualche doloretto     difficile da diagnosticare.
Solo l’ingresso in campo prova scioglierà questa riserva che ci tiene con l’animo sospeso; ma, se come sempre avremo fatto le cose come si deve, la nostra unica preoccupazione sarà quella di riscaldarlo bene in modo da avere il cavallo bene nella mano e davanti alle gambe. Poi faremo qualche salto, non per metterlo alla prova perché non ne ha bisogno, ma per far provare ad entrambi l’ebbrezza e la facilità del salto con un cavallo ben preparato.
Non abbiamo bisogno di fare altro perché abbiamo addestrato il nostro amico in modo che sappia sbrogliarsela da solo in ogni situazione; invece ci   concentriamo sul tracciato del percorso per stamparlo nella mente.
Esso è il nostro spartito; a noi tocca il ritmo che determina il successo dell’esecuzione.
Al giusto ritmo corrisponde quella leggerezza che ci fa volare librandoci nell’aria come delle gazzelle: sono momenti brevissimi ma impagabili per     l’accumulo delle emozioni. Cosa c’è di più esaltante del tagliare i metri nelle girate: assomiglia alle corse in motocicletta, ma qui si tratta di un     essere animato che corre e condivide con noi il pathos della competizione.
Al traguardo la grande tensione lascia spazio, per entrambi, alla soddisfazione che premia le cose ben fatte. Noi aggiungeremo la lezione di     Senofonte: un giorno di meritato riposo per il nostro compagno di avventura e sarà pronto per molte altre giornate, piene di emozioni, come questa.CARLO CADORNA

Copyright     2012 – CAVALLO 2000

By | 2017-09-22T16:04:53+00:00 novembre 30th, 2012|2012|0 Comments