Archivio Cavall_Scrivendo 2018

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Archivio Cavall_Scrivendo 2018 2018-09-01T19:02:07+00:00

Gennaio

La gioia essenziale di stare con i cavalli è il mettersi a contatto con i rari elementi di grazia, bellezza, spirito e fuoco.

(Sharon Ralls Lemon)

Febbraio

Lui sa quando sei felice

Lui sa quando sei a tuo agio

Lui sa quando sei sicuro

E lui sa sempre quando hai lo zuccherino.

(Anonimo)

Marzo

Il cavallo possedeva al massimo una qualità che faceva dimenticare tutti i suoi difetti; aveva il “sangue”, sangue “che si fa sentire”, come dicono gli inglesi.

I muscoli fortemente rilevati al di sotto della rete delle vene, distesi sotto la pelle sottile, mobile e liscia come raso, sembravano duri come ossa.

La testa asciutta, con gli occhi in rilievo, luminosi e vivi, si allargava verso le froge prominenti dalle membrane iniettate di sangue all’interno.

In tutta la linea della cavalla, e in particolare nella testa, c’era qualcosa di volitivo e nello stesso tempo di dolce.

Era una di quelle bestie che sembra non parlino solo perché la conformazione della loro bocca non lo permette.

(Lev Tolstoj)

Aprile

Vai dalle persone per le opinioni e dai cavalli per le risposte.


(Anonimo)

Maggio

Il cavaliere non pretenderà di vincere la paura del suo cavallo, se non sia certo di aver vinto, anzitutto, la propria!


(Alessandro Alvisi)

Giugno

I fondamenti della comunicazione tra uomo e cavallo si riferiscono a tre principali aspetti: la fiducia, il rispetto, la connessione. Tutte le risposte si trovano dentro a questi tre concetti. Quando i tre aspetti si congiungono si raggiunge la massima intesa uomo-cavallo.


(Lorenzo Capellini)

Luglio

Se io dipingo un cavallo selvaggio, magari non vedrete il cavallo ma senz’altro vedrete il selvaggio.


(Pablo Picasso)

Agosto

EMOZIONI

Cammino per i sentieri che passano tra le verdi montagne,
in una tiepida giornata di fine agosto!

Di tanto in tanto mi addentro negli odorosi boschi.

Intorno c’è silenzio,
tutto rievoca in me pace e serenità.

All’improvviso la terra comincia a tremare,
l’aria si riempie del loro dolce odore!

Ora all’orizzonte si scorgono imponenti zoccoli
di un intrepido branco di cavalli selvaggi.

Il loro armonioso galoppo
si staglia sullo sfondo di un indimenticabile tramonto!

Le loro criniere sembrano essere accarezzate dal vento
e il sole le riflette, rendendole scintillanti.

Il silenzio viene rotto dai loro dolci nitriti!

Lo scenario si trasforma in un meraviglioso dipinto
che trattiene in sé la bellezza, la grazia, la libertà
dei nobili destrieri.

Ed ecco un sobbalzo.

Il fiato si mozza, la parola mi abbandona, rimane lo stupore.

Segue un lungo sospiro…

E il mio cuore si riempie di gioia!

(Claudia)

Settembre

Sono sempre stato considerato un tipo…strano. Un albero diverso da tutti gli altri delle foresta. E per questo sbagliato. In famiglia, tra i parenti, al liceo… ovunque. Il motivo? Ero sempre lì a parlare, a pensare, a sognare. Le mie mani hanno sempre avuto il loro odore dentro, fin sotto alle unghie il loro odore. Quell’odore che non se ne va via nemmeno dopo mille docce. Quell’odore che per gli altri è una sgradevole aroma. Io come molti voi ho vissuto quella specie di Aparthaid all’interno di gruppi sociali urbani. In sostanza, se non parli di calcio, automobili, vacanze tutto compreso alle Maldive, etc… non sei socialmente affidabile. Ho sprecato anni di vita a tentare di spiegare ai civilizzati e normodotati membri della nostra computerizzata civiltà che amare i cavalli ci regala la capacità di affrontare la vita in modo diverso. Il sottile confine tra forza e vulnerabilità che disegna l’anima dei cavalli è lo stesso fil rouge che segue la vita di ognuno di noi. La ricerca dell’equilibrio, dell’armonia, pensiero caro a tanti filosofi dell’antica Grecia, è la strada da seguire per conquistare il cuore dei cavalli e, secondo me, per vivere in sintonia con la gioia ed il dolore della nostra esistenza. E’ un concetto semplice, ma come sempre la nostra civiltà tende ad associare alla semplicità l’idea della stupidità. Se una cosa è semplice è poco intelligente. Credo invece che se tutto questo vivere fosse ridotto ai minimi termini esistenziali, noi, i cavalli ed il resto del mondo avremmo giorni più sereni ogni giorno. Ma credo sia giunto il momento di smettere di scrivere come un Dalai Lama. Inutile spiegare tutto questo a gente che non ascolta. Per quanto mi riguarda possono tenersi i mondiali di calcio, le elezioni, gli ipermercati, i centri commerciali, i telefonini ultimo modello, le ADSL, le ASL, i codici a barre, i microchip. Che nascondano nelle tasche tutti i soldi che possono. Che sappiano la formazione della Juventus a memoria, che in edicola comprino pure il Corriere dello Sport, io mi tengo i cavalli. I miei amici con quattro ferri e una coda. Ho tanti libri da leggere. Tante cose da scrivere. Domani è sempre il primo giorno del resto della mia vita. Alla fine sono soltanto uno che parla di cavalli. Come voi. Un uomo di cavalli. Convinto, fiero, assolutamente tranquillo. Sono quello che ho sempre voluto essere. Non fatevi mai abbattere dai normali. Cosa vuol dire essere normale? Ascoltare le partite e andare a messa alla domenica alla stessa ora? Pensateci bene… Gesù era un tipo normale? Leonardo? Ghandi?
Che cavolo. Neanche Bruce Spingsteen è uno normale. Difendete la vostra anormalità. Parlate di cavalli. Infischiatevene. Life is short. Ride, love, laught.

 

GENTE DI CAVALLI
di Andrea Mischianti

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