DI PASSO IN PASSO

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DI PASSO IN PASSO 2017-11-21T17:40:20+00:00

Questa pagina è dedicata al libro ” Di passo in Passo”, scritto da Tiziano Bedostri, edito da Arte Stampa. Finito si stampare nell’aprile 2015 , ha riscosso buon interesse, ottenendo parecchie recensioni, le più significative sono qui di seguito riportate.

Ecco la breve storia di un libro.

COPERTINA DEL LIBRO

Copertina del libro

SECONDA DI COPERTINA

TERZA DI COPERTINA

QUARTA DI COPERTINA

PRESENTAZIONI DEL LIBRO

 15 MAGGIO 2015 SESTOLA

Presentazione a cura di Maria Cristina Magri giornalista di Cavallo Magazine, con la presenza del Sindaco di Sestola Marco Bonucchi e il sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei.

 12 LUGLIO 2015 PALAGANO

Parco di Santa Giulia Monchio Presentazione a cura di Daniele Montanari giornalista della Gazzetta di Modena

13 AGOSTO 2015 POLINAGO

Presentazione di Daniele Montanari giornalista della Gazzetta di Modena, con la presenza del Sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei, del Consigliere Regionale Luciana Serri e con il Vicesindaco di Polinago Roberta Muccini

7 NOVEMBRE 2015 VERONA

Presso lo stand del Touring Club alla Fieracavalli di Verona è stato presentato il libro a cura  di Federica Lamberti giornalista di Repubblica.

LA PAROLA AI GIORNALI

CAVALLO MAGAZINE

LA GAZZETTA DI MODENA

RECENSIONE LIBRO-CCF29072015_00000

 

La Gazzetta di Modena

 CAVALLO 2000

 

CAVALLO MAGAZINE AGOSTO

INTERVISTA TV

A cura di Maria Lucia Galli

UN PREMIO LETTERARIO

OSTANA, 27 settembre 2015

Desidero condividere questo riconoscimento con tutti gli amici, reali e virtuali, che mi hanno incoraggiato alla stesura di questo libro, sintesi di un percorso che ha avuto inizio molto prima di quello descritto nel racconto, un viaggio che va ben oltre il cammino fisico, un tragitto orientato all’esplorazione delle emozioni che sgorgano spontanee nei viandanti a cavallo, pulsioni favorite dai misteriosi silenzi della montagna. Rivolgo inoltre un doveroso ringraziamento agli organizzatori del Concorso letterario nazionale “Le tue montagne, le tue emozioni”, e un pensiero riconoscente ai giurati che hanno accolto benevolmente questa mia prima esperienza letteraria. Lascio un pezzo del mio cuore a Ostana, piccolo comune alpino della Valle del Po, dove ho toccato con mano che la montagna può vivere, concretamente, grazie alla tenacia di una comunità e dei loro amministratori lungimiranti, in testa il Sindaco che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare. Una realtà che merita la vista, un sito dove si respira aria di montagna viva, pulsante. (TB)

volantino-premiazione

Un pensiero sulla montagna

 

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LE RECENSIONI DEI NOSTRI LETTORI

20 novembre 2017

Leonardo M.

20/11/2017 RECENSIONE DI LEONARDO

Caro Tiziano,

come promesso il tuo libro è il primo, che ho letto, dei 6 libri scritti da amici che si aspettano un feedback.

Atmosfera di lettura:

  • … era difficile sospendere la lettura per sapere come andava a finire
  • Spunti poetici diffusi con narrazione fluida e analogie ricorrenti
  • La passione di chi ama ciò di cui scrive
  • Narrazione del presente ed evocazioni del passato (riflessioni e soggetti come Ginger e Black e collaboratori umani)
  • Dalla narrazione di un evento-percorso esperienziale all’evocazione-diario autobiografico

Contenuti:

  • Polarità continue che si integrano nella narrazione:

o   Uomo e natura

o   Natura tra contesto ambientale e montagna

o   Montagna e montanari (gente di montagna)

o   Il binomio cavaliere-amazzone e cavallo

o   Empatia essere umano-cavallo

o   Cavalli sottomessi all’uomo e cavalli liberi allo stato brado

o   Ambiente natura e ambiente storia (tracce del passato secolare)

o   Storie dei luoghi (accadimenti anche drammatici e trasformazioni) e storie personali

o   Io/gruppo ovvero responsabilità-dovere/noi-fiducia

  • Approfondimenti sul binomio:

o   Non solo la dimensione empatica, ma anche la riduzione della differenza di specie, una sorta di evidenziazione di come il confine di specie sia meno marcato di quanto a prima vista possa sembrare

o   Sia nella dimensione singola essere umano e cavallo che in quella gruppale, il gruppo e il branco spesso si confondono

o   Oltre alla dinamica empatica, anche quella della fiducia, quella di chi risolve il problema, …

Un abbraccio, credo che tu sia tra crinali appenninici, quando scendi a terra ci sentiamo

Leonardo M.

24 ottobre 2017

T.

Io leggo davvero molto, ma non ho mai rincorso i libri, aspetto sempre che mi capitino per le mani.

Con questo è stato diverso, l’istinto di averlo subito mi ha tormentato per giorni, dopo aver letto la recensione, e così mi sono precipitata a Sestola. E ho fatto bene. Perché qui non c’è solo un resoconto di viaggio, banali impressioni. C’è una vita intera, c’è la sua anima, a cominciare da quel 18 marzo del 44 quando già il destino lavorava per lei. E attraverso i suoi occhi e le sue emozioni ho sorriso, ho pianto, ho volato come un falco su paesaggi di rara bellezza. Perché è di questo che io ho bisogno, di circondarmi di bellezza; e quando vado a camminare nel bosco non è solo per movimento fisico, ma soprattutto per stare in contemplazione della natura.

Io non sarei capace di esternare le mie emozioni come ha fatto lei, per pudore o perché non voglio gettare i miei pensieri in pasto a gente superficiale che non capirebbe. Lei ha scritto quello che io penso, e lo ha fatto con una tale delicatezza che mi ha commosso. Le persone come lei sono rare. Dentro al ruvido colonnello c’è un cuore che sa stupirsi di tutto quello che ci offre la dea madre terra. Non sia troppo rigido con se stesso, tutti sbagliamo, altrimenti non saremmo umani, solo gli animali non sbagliano mai, perché sono esseri puri e non hanno niente da imparare ma tanto da insegnarci.

E se un giorno dovesse incontrare un puledro che la guarda con occhi speciali, potrebbe essere Ginger o Black, la loro anima in un corpo nuovo.

Con affetto, T.

10 ottobre 2017

Silvana Pesce

Bello!
Molto ben scritto, interessante e coinvolgente per il lettore. Pur non conoscendola, ma per quello che traspare leggendo il suo libro, nutro per lei una profonda stima per come si preoccupa della sicurezza e benessere dei cavalli suoi e non; dote molto rara tra i cavalieri o i cavallari.
Con la speranza di conoscerla per poter apprendere dalla sua esperienza quale appassionata di equitazione di campagna, la ringrazio e saluto.
Silvana Pesce

23 settembre 2017

Paola Levrini

Un libro pieno di emozioni che non è solo il racconto di un viaggio, ma molto di più!!!
Un libro che parla di un uomo, del suo amore per i cavalli, per la montagna e per la vita, un libro che mette a nudo sentimenti forti come la paura, la debolezza umana ma anche la forza e la costanza nel guidare altre persone in percorsi impegnativi e angusti; un libro assolutamente da leggere tutto d’un fiato!!!!
Complimenti Tiziano Bedostri

Paola

21 settembre 2017

Carlo Frank

PRESIDENTE FITETREC-ANTE PIEMONTE

Oggi giornata uggiosa e autunnale ho terminato di leggere il tuo libro, non ti faccio i complimenti di rito ma il mio profondo apprezzamento per come scrivi e la passione che metti in questa magnifica attività che è l’equitazione di campagna.

Con stima,

Carlo

22 agosto 2017

Chiara

Il libro l’ho finito in poche ore, lettura davvero piacevole.

Sono di solito un po’ diffidente verso le prime pubblicazioni, perché le trovo troppo amatoriali, cosa che non è successa in questo caso. E’ evidente la passione per l’argomento, l’intento, l’impegno, la professionalità, la serietà e l’amore per il proprio mestiere sono trasmessi molto bene.

Visto che nel libro dici che “questo viaggio sarà forse l’ultimo” e poi so che quest’anno ne hai fatto un altro, mi fa ben …sperare che ce ne sarà un altro negli anni prossimi… al quale mi piacerebbe partecipare, se mi ritieni in grado.

Ascesa, silenzio, natura, comunione con il cavallo è quello che cerco da sempre.

Buon lavoro e tanta fortuna

Chiara

15 febbraio 2017

Massimo De Giuseppe

Ho iniziato oggi a leggere il tuo libro. Sono a casa. Mi accorgo stranamente che quello che credevo un libro descrittivo del viaggio è qualcosa di più Molto di più. Parla di persone, di equini, del rapporto tra uomo e uomo, tra uomo ed equino e tra equino ed equino, tra uomo e natura. Ho letto avidamente. Sono in vetta al Monte Prado. Mi fermo qui per oggi. Voglio riprendere dall’inizio e assaporare meglio ogni sensazione. Conto di fare alcune osservazioni mie e riportare alcuni tuoi passi su Il Foglio Bianco (fb). A presto

Massimo De Giuseppe

8 febbraio 2017

Elena Venturelli

“Ho appena terminato di leggerti colonnello….x la seconda volta e non perché non avessi capito la prima volta….semplicemente mi piace farmi accarezzare l’anima …..ho vissuto leggendo ,ogni difficoltà, ogni imprevisto, ogni esitazione e decisione condivisibile o impopolare che fosse…..grazie Tiziano hai saputo far rigermogliare un seme che da tempo non sentiva il calore delle emozioni che solo l’universo equestre può dare…..”

Elena Venturelli

8 gennaio 2017

Giovanna Elena Maddalena Binetti

Ho finito di leggere ora. Vi dirò come è andata la lettura….alle prime pagine assomigliavo ad un cavallo assetato a cui viene porto un buon secchio di acqua fresca…..poi da metà in avanti ho rallentato il ritmo….volevo farmelo durare un po’ di più e sono andata più lenta di passo in passo, fino alla fine. Delizioso vocabolario finale compreso. Caro Tiziano, grazie! L’unica cosa che posso e mi va di aggiungere è : ” A quando il prossimo?”

Giovanna E.M.

29 novembre 2016

Stefania Pellegrini

Un libro piacevole da leggere e rileggere, che prende per mano e guida attraverso un coinvolgente viaggio, dove la natura è viva, respira, e passo dopo passo comunica all’animo dello spettatore sentimenti di meraviglia, mistero, grandezza. Una lettura accattivante anche per i non addetti ai lavori che si trovano catapultati in un mondo affascinante fatto di avventura, insidie, scommesse com’è, in verità, la vita stessa.

Stefania

20 novembre 2016

Gabriella Burlazzi

Ciao Tiziano, ho letto il tuo libro. Più che un libro lo definirei un diario, in alcune parti molto personale, direi quasi intimo, per come metti a nudo i tuoi stati d’animo e per l’atteggiamento realistico che sempre accompagna le tue riflessioni e i tuoi giudizi. Per molti aspetti è simile a “Scritti d’asino” (ndr: libro di Gabriella Burlazzi – Ed. Equitare), soprattutto per quel proporre due chiavi di lettura, nelle quali il lettore riesce sempre a trovare la dimensione a lui più congeniale. Una è la parte divulgativa, scritta da una “guida equestre”: tu descrivi un percorso, dipingi, ricorrendo spesso a pennellate e sfumature molto romantiche, il paesaggio, accenni a dei riti che altro non sono che tecnica equestre a lungo sperimentata e messa a punto, il tutto con un sempre ribadito rispettoso richiamo alla Madre Natura. C’è poi la parte intima, di cui ho già detto, ove a esprimersi non è tanto la guida, bensì l’uomo. Un uomo che spesso appare stanco, a volte addirittura al limite della rassegnazione, anzi… della resa (se mi permetti questo termine). In bilico tra due consapevolezze che diventano tanto forti e tangibili, quanto dolorose: la consapevolezze di aver raggiunto assoluta competenza nel proprio “lavoro” frutto di anni di osservazione, di impegno, di esperienza e il percepire che quegli anni di ricerca e attività in campo, insieme al bagaglio di capacità hanno portato, inevitabilmente a un affaticamento fisico, a una riduzione della forza. E’ un destino quasi beffardo: l’esperienza “maturata”, per essere matura richiede tempo. E il tempo è quello che inesorabilmente passa lasciando i suoi segni, nel bene e nel male. Credo che stia a noi trovare belli e giusti anche quegli aspetti che lì per lì ci colgono di sorpresa, mostrando una realtà e una nostra immagine che noi non “sentiamo” così. Il fardello di chi, oltre allo zaino, porta sulle spalle responsabilità, aspettative, sogni, ossia un cospicuo bagaglio emotivo, è molto pesante. E’ ciò che fa la differenza tra chi agisce e sente così e chi agisce, appunto, con “leggerezza”. C’è poi la stanchezza del trovarsi a ribadire concetti basilari che, si crede, dovrebbero essere bagaglio comune a tutti. E invece, il più delle volte, ci si scontra con la realtà del pressapochismo, dell’incompetenza e, purtroppo anche dell’interesse e del profitto.

Gabriella

24 agosto 2016

Federica Chicca Bove

Ciao Tiziano.  Ci tengo a precisare che le mie sono considerazioni, quindi prendile come tali: non sono una scrittrice, né aspirate tale, quindi le mie sono considerazioni di chi come lettrice ha apprezzato la lettura del tuo libro. Credo, non so se ho ragione, che tu avessi voglia di condividere le tue esperienze e sensazioni maturate in anni di vita tra i monti con e senza cavalli. Ho letto tanti libri di Mauro Corona, di Erri de Luca e immagino che la montagna, che personalmente non amo in modo particolare preferendo il mare, sia un luogo di profonda introspezione. Credo sia a causa delle prove fisiche che ci induce a sostenere se non ci accontentiamo di stare seduti su una sdraio di una bella baita Credo quindi che l’accoppiata cavallo/montagna sia subliminale. Per questo motivo penso che il tuo libro sia, come dire, nato perché richiesto dalle autorità che hanno appoggiato il tuo progetto, ma che sia in parte privo di ciò che veramente desideravi dire. C’è qualche accenno, c’è un lieve passaggio su argomenti che credo tu sia in grado perfettamente di approfondire. E sai quanto ci sia bisogno di persone che sappiano divulgare con delicatezza ma FERMEZZA il modo corretto con il quale ci si deve rapportare con i cavalli e la natura. Io non amo il Trekking perché ho sempre temuto di imbattermi in cavallari di basso rango, presuntuosi e violenti, che magari hanno selle da migliaia di euro e non conoscono abc del benessere equino. Ma quello che temevo di più era di trovare guide che per quieto vivere, che per soldi tacessero invece di intervenire. Quello che ti chiedo è di liberati per amore dei cavalli, della montagna e del tuo lavoro. Raccogli i tuoi ricordi e senza paura aiuta chi ama i cavalli e la natura a capire dove sbaglia, a capire che non c’è nulla di male ad accorgersi d’aver fino a questo momento sbagliato approccio, aiuta chi ha voglia di imparare e migliorarsi a trovare spunti di riflessione.  Io ho imparato tanto dal tuo libro. Ho imparato che se devo capire di chi posso o non posso fidarmi devo rimanere in disparte e aspettare: solo così avrò la certezza di conoscere chi ho davanti. Ho imparato che non c’è nulla di male ad ammettere di avere paura e fermarsi, pur continuando a seguire il gruppo (penso che la persona che ha rinunciato a finire il trekking sia fantastica). Ho imparato che bisogna prendersi le proprie responsabilità; ma in effetti questo già lo faccio. La montagna continua a non essere il mio habitat naturale, ma ho capito che amo molto leggere libri che si svolgono tra i suoi alberi e i suoi silenzi e rumori. Grazie ancora,

Federica Chicca Bove

17 agosto 2016

Mario Borgognoni Paoletti

Ho regalato oggi il libro di Tiziano Bedostri – Di passo in passo. Otto giorni a cavallo sui crinali, dall’Appennino Modenese alle Cinque Terre – ad una persona a me molto cara e grandissima esperta di cavalli, nonché lettrice instancabile. Posso quindi ora fare il mio commento sul quest’opera di Tiziano, la sorpresa oramai… è andata a buon fine. Non voglio dilungarmi sulla bellezza, in alcuni passaggi di lirica, ne sull’amore per il cavallo e per ciò che rappresenta perché ” trasuda” in ogni pagina ma solo su ciò che si prova quando si arriva all’ultima pagina e ci si trova davanti alla quarta di copertina … si ha voglia di rileggerlo nuovamente. Se non lo avete fatto ancora leggetelo è veramente bello, bello, bello. A Tiziano voglio dire solo una cosa, grazie di avermi fatto cavalcare al tuo fianco per questi magnifici otto giorni.

Mario Borgognoni Paoletti (Tratto dal gruppo Equitazione Uguale Passione – 15 agosto 2016)

12 agosto 2016

Aurora Purisson

Nell’agosto scorso 2015 comperai il libro DI PASSO IN PASSO scritto da Tiziano Bedostri, perché mi sembrava ovvio visto che mio fratello disabile fa bellissime passeggiate a cavallo con lui. Mi proposi di leggerlo anche se temevo che l’argomento non fosse molto interessante per me, visto che i cavalli non sono una mia passione. In una domenica uggiosa invernale, davanti al camino, cominciai a leggerlo e rimasi subito colpita dal risvolto emotivo che trasmetteva, perché per una profana come me non potevo immaginare a quanti aspetti deve pensare una guida di un gruppo di cavalieri anche se era da immaginare visto il percorso montano, a volte difficoltoso fino ad essere rischioso. Un aspetto che a me è piaciuto molto, è l’elaborazione del pensiero di Tiziano nel momento che doveva fare le scelte su come comportarsi con le persone e sulle scelte del percorso, inoltre ho percorso virtualmente una parte di montagna che non credo avrò mai modo di percorrere e di certo non in quelle condizioni.

Ringrazio quindi Tiziano per averci portato in questo cammino. AURORA

5 agosto 2016

Lucinda Tissier

Tiziano, ho letto il tuo libro in 2 giorni: bellissimo. Sinceramente posso dirti che non tutti sanno veramente cosa vuol dire affrontare a cavallo salite, e ancor peggio discese, su terreni impervi e scivolosi: mi sarei addentrata di più a specificare come ci si comporta in tali situazioni.

Mio marito al quale ho letto qualche brano, essendo neofita di escursioni a cavallo, mi faceva un sacco di domande tipo: ma che pendenza c’era? Ma come si gestisce un cavallo da terra in discesa? Ecc. Io sono un semplice istruttore di campagna di primo livello e ho imparato con non poca fatica, soprattutto emotiva, cosa vuol dire affrontare una discesa ripida con il cavallo alla mano, devi procedere con passo sicuro, rasserenare il tuo compagno equino che trova sotto i piedi sassi, fango, erba bagnata scivolosa… Secondo un mio modesto parere, e ripeto modesto, leggendo il libro solo chi ha fatto passeggiate di un certo tipo può capire la portata della vostra impresa grandiosa, e ti ammiro molto… Spero di esserti stata d’aiuto,

grazie ancora delle emozioni che mi hai fatto provare, soprattutto quando guardando le stelle, da solo, hai pensato al tuo compagno di avventure scomparso, mi sono commossa, io ne ho persi due e sono lì nel mio cuore, e come succede a te mi accompagnano ogni giorno durante le mie solitarie passeggiate.

Spero di poterti incontrare, magari anche solo per una chiacchierata. Un abbraccio,

Lucinda.

4 giugno 2016

Eleonora Nava

“Di passo in passo” è il racconto di un viaggio a cavallo, della durata di otto giorni, lungo 280 km. Da Sestola a Levanto, attraverso sentieri, prati, mulattiere.

“Di passo in passo” è un percorso dell’anima, in comunione con il compagno senziente, generoso, istintivo che è il cavallo; percorso che dura il tempo necessario per vivere emozioni positive e negative, lungo giorni di vita e di conoscenza di se stessi. Dall’inizio alla fine, attraverso serenità, preoccupazione, frustrazione, soddisfazione.

Ci si discosta completamente dalla idea odierna di viaggio, che richiama aeroporti, estero, turismo, relax, condivisione: leggendo, a tratti ci si dimentica dell’Appennino Modenese nel 2014: si ritorna in una dimensione interiore fatta di riflessione, protetta dal fogliame e dalle radici dei faggi, accompagnata dal passo e dal respiro del cavallo.

Dal punto di vista autobiografico della guida, Tiziano, il viaggio si snoda giorno dopo giorno descrivendo le dinamiche di un gruppo che diviene sempre più coeso, dai primi capitoli in cui si accenna a discorsi di limitata caratura, evolvendo verso episodi di comunicativo silenzio. Momenti intensi sono infatti accompagnati dalla fisicità di una stretta di mano sincera, piuttosto che da raffinato ma poco esauriente eloquio.

Tiziano parte da Sestola accompagnando uomini, donne, cavalli. Arriva a Levanto insieme ad un gruppo di binomi. Progressivamente, e spontaneamente, la fiducia nella guida aumenta fino a diventare naturale ed ovvia. Le indicazioni del “colonnello” maturano da dettagli tecnici indispensabili nei primi giorni del viaggio, ad aiuti necessari ed autorevoli nei passaggi più impervi.

Non sempre tutto va bene: si configurano momenti di difficoltà che vengono risolti con soluzioni più o meno sofferte (a volte si guarda con gli occhi e si impara a chiuderli… talora permettendo agli altri di aprire i loro).

Grandi protagonisti i cavalli. Compagni di viaggio, catalizzatori delle emozioni più remote e imponenti, dallo sguardo dolce e dallo zoccolo saldo. Accompagnano le riflessioni dell’autore come enormi grilli parlanti, muti e dal respiro caldo… nessun potere paranormale, nessun unicorno che di notte si abbevera alle sorgenti: la magia del cavallo è tutta nella sua essenza di animale, fisico, maestoso, sensibile, che può incontrare difficoltà, ma che si fida dell’uomo e permette all’uomo di fidarsi. Al quale permettiamo di vivere per sempre nel nostro cuore.

25 maggio 2016

Angela Ceriani

Ciao,

ho finito di leggere per la seconda volta il libro, questa volta diciamo “di riga in riga”, senza farmi prendere dal vedere che cosa sarebbe accaduto …

Mi è piaciuto moltissimo! Non ho capito tutto: non conosco il contesto, alcuni aspetti mi sfuggono, di altri non ne so nulla.

Ma mi è arrivata la bella lentezza del procedere, la scoperta , l’armonia del Cavallo .

Grazie per questo graditissimo dono! Un abbraccio, a presto,

Angela

10 aprile 2016

Virgilio Bianconi

Caro Tiziano,

in ritardo mostruoso in tabella di marcia, ho letto il tuo libro.

Sinceramente non ho parole per ringraziarti e per dirti quanto scrivi bene ma soprattutto quanto abbia ben trasmesso le emozioni di un cammino del genere.

Sei una persona speciale e per me è solo una conferma. Grazie di cuore e un bravo per come scrivi. Abbraccio a presto!!!

Virgilio

08 aprile 2016

Alice Norami

Di passo in passo”

Un libro che ha riassunto emozioni e didattica, nel quale si spiegano alcune delle difficoltà della guida apprezzandone ancora di più la figura.

Leggendo mi sono ritrovata in quel viaggio, del quale manca solo la reale partecipazione, che ha stimolato così tanto la mia fantasia che mentre scorrevo le pagine mi sono materializzata a cavallo tra quei boschi, le montagne, i sentieri ed i crinali! Per questo è un libro che consiglio!

P.s aspetto con ansia il “Tour del Monte Bianco”

Alice Norami

 

04 aprile 2016

Rita Bertuzzi

Recensione del libro: “Di Passo in Passo” Otto giorni a cavallo sui crinali, dall’Appennino Modenese alle Cinque Terre. Pubblicato da Edizioni Artestampa di Modena nel maggio 2015.

Autore del libro: Tiziano Bedostri, Guida Turistica Equestre formatosi sulle Alpi Valdostane, con escursioni in alta quota a piedi e a cavallo. Uomo di grande e lunga esperienza. Scrittore esordiente alla sua prima esperienza editoriale.

Nel libro “Di Passo in passo” l’autore racconta, in prima persona, di un viaggio di otto giorni a cavallo, che si svolge verso la fine dell’estate 2014, sulla dorsale appenninica, da Sestola nell’Appenino Modenese a Vernazza Paesino delle Cinque Terre in Liguria. La precisione nelle descrizioni e nel racconto, proietta il lettore in un’immersione dentro la natura, al ritmo del suono degli zoccoli e che, nel silenzio delle parole, porta ad un profondo dialogo interiore.  In questo lungo viaggio, il gruppo di cavalli e cavalieri non è solo, ma accompagnato dall’autore del libro: sotto la propria guida professionale attenta e generosa, a volte con preoccupazione e con enorme responsabilità, egli ha il compito di portare a destinazione tutto il gruppo dei partecipanti. L’alloggio a Piandelagotti nel cuore della Selva Romanesca, affascinante e inquietante foresta, accompagna gli uomini nella storia millenaria e tra faggi secolari e una fitta vegetazione, il viaggio si snoda dove i raggi del sole faticano ad entrare, dando la possibilità agli uomini di rivivere un mondo di fiaba.

Al Passo del Cerreto, il gruppo rimane incantato dalle magnifiche guglie rocciose che si stagliano verso il cielo e che ricordano all’autore altre vette che di certo non lo hanno lasciato indifferente “Un panorama a tutto tondo, che mi ricorda le aiguilles valdostane, vette che ho ammirato e amato per anni durante i viaggi a cavallo intorno al maestoso Monte Bianco.” Il viaggio del gruppo prosegue senza conoscere battute d’arresto, accompagnato dalle imponenti montagne che con le loro “vene scoperte” i Gessi Triassici, “[…] ammaliano gli ammutoliti spettatori.”

Nonostante il viaggio prosegua al passo, alcuni tratti si possono percorrere al galoppo, dove le battute vigorose degli zoccoli creano vibrazioni “[…] che risalgono dal sottosuolo producendo dei tremiti nei corpi. Una situazione che procura uno stato di armonia, favorendo il fluire di emozioni uniche e profonde grazie alla preziosa opera mediatrice dei nostri cavalli.” Come in ogni viaggio intenso, non mancano momenti di difficoltà ed imprevedibilità: ad ampi tratti semplici e rassicuranti, si alternano passaggi difficili che richiedono alla Guida interventi e modalità di conduzione professionali, vecchie modalità che gli hanno procurato il soprannome di “colonnello” (“[…] ma questa volta sono sereno, ho la consapevolezza di avere adottato l’unica modalità di conduzione possibile, ineluttabile in questo frangente, quella del “vecchio caro

colonnello” […]”). Non manca lo spazio per un po’ di tristezza, in particolare quando il gruppo si trova ad affrontare terreni della sentieristica senza manutenzione: condizione non favorevole, in quanto preclude la possibilità al magnifico Appennino di essere visitato agevolmente dai turisti. Nel lungo viaggio si consolida la fiducia che il gruppo ha nei confronti della Guida, che scaturisce dalla professionalità e generosità che questa ha saputo donare “Amici miei, vi ho offerto tutto quello che avevo: la mia esperienza, le mie conoscenze e le mie competenze […] Tutto ciò ve l’ho donato con generosità, anche questa volta, come sempre, come da tanti anni mi accade.” Il libro ci fa comprendere come l’andare a cavallo in campagna, sia momento didattico e formativo della tecnica equestre, ma ancor di più della sfera emozionale, che viene definita dall’autore “[…]una dimensione che conosco perfettamente, divenuta l’ossatura della scuola equestre che ho fondato e componente sostanziale del relativo iter formativo.” La lettura ci insegna quanto sia importante la salvaguardia del territorio, come bene prezioso della qualità della vita e del valore turistico. Il racconto appassiona il lettore e insegna a chi vuole condividere la propria vita o parte della propria vita con i cavalli, quanto essi siano maestri “Mi soffermo ancora per un momento sui quadrupedi, splendidi e pazienti maestri, oltre che grandi pacificatori del genere umano: li ringrazio dal profondo del cuore.” Ho apprezzato molto il libro nel suo insieme, in particolar modo l’avermi fatto vivere un piacevole viaggio nella natura e nella storia, ovviamente a cavallo.

A cura di, Rita Bertuzzi

28 febbraio 2016

Luisa Belletti Vero

Qualche tempo fa, grazie alla parte positiva dei social, mi imbattei in alcuni racconti che cominciai a leggere dapprima per curiosità, successivamente perché ne venni rapita. Erano le avventure di un certo Tiziano Bedostri, che con passione e professionalità raccontava le sue esperienze tramutandole in immagini ed emozioni sulla carta.

Lavorando con ragazzi con diverse caratteristiche, pensai che i racconti di Tiziano, potessero in qualche modo far sì che loro vi si potessero immedesimare e vivere a loro volta quelle stesse avventure, guidati da quelle parole ricche di colori e sensazioni. Cominciai così a distribuire copie di questi testi ai miei allievi che accolsero l’iniziativa con entusiasmo aspettando con ansia il racconto successivo. Tiziano, con le sue parole, regalò a questi ragazzi un sogno, un obiettivo.

Nel frattempo ebbi la fortuna di conoscerlo, e da lì nacque un’amicizia che mi accompagna tutt’ora.

Accolsi la notizia che avrebbe scritto un libro sulla sua esperienza vissuta fra sentieri, paesaggi, persone e cavalli, finché un giorno finalmente arrivò la notizia dell’avvenuta sua pubblicazione.

“Di passo in passo” di Tiziano Bedostri ripercorre un viaggio, un’avventura nella quale in testa vi è colui che conduce il gruppo con capacità e maestria, caricandosi di responsabilità verso il prossimo, e dalle poliedriche caratteristiche. Si passa dalla fermezza del “capo” alla capacità fine di percepire gli stati emotivi dei partecipanti e alla delicatezza con la quale intervenire, là dove è necessario. Un viaggio che riscopre la storia e la cultura di un territorio troppo spesso trascurato, alla ricerca di origini ove attingere la capacità di vivere il presente, sulle tracce di chi ci ha preceduti lungo ritrovati sentieri.

“Di passo in passo” è il frutto di una passione, della volontà di raccontarla e della necessità di esprimere delle sensazioni attraverso un linguaggio emotivo-figurativo, capace di attivare con maestria tutti i sensi a disposizione di chi vi si approccia. Fra una riga e l’altra emergono le fragranze della terra, i profumi del bosco, la pungente sensazione dell’aria fine dell’alta quota, la sensazione del ticchettare della pioggia, il calore tiepido sul volto di un raggio di sole nel fresco del mattino.

Immergendosi nella lettura di questo libro, che ci parla per immagini, si ha la sensazione di essere seguiti dalla voce narrante del suo autore, che con lentezza e precisione, ci accompagna in un percorso di risvegli, riportandoci alla riscoperta del concetto di tempo attraverso una cadenza pacata e rassicurante. E così come per incanto, si può avvertire l’intercedere ritmico ed il tonfo del passo preciso del protagonista di questa avventura, il cavallo, che attraverso i suoi sbuffi e la sua “silenziosa presenza” è in grado di aprire gli occhi del cuore per porci di fronte all’importanza del sentirsi un unico insieme, sulle note della fiducia, del rispetto, riscoprendo la sensazione dell’essere connessi in empatia gli uno con gli altri. E’ un testo basato sul concetto del “sentire”, una comunicazione che corre su altri piani, quelli delle sensazioni e delle emozioni, comunicazione diretta che arriva senza filtri, in corsia preferenziale verso “l’anima.”

Luisa Belletti

25 febbraio 2016

Vincenzo

“Di Passo in passo” è un libro, un diario di viaggio, una guida per l’equitazione di campagna.

Il turismo equestre come va preparato ed eseguito in relativa sicurezza.

Tiziano Bedostri, è una guida? Un istruttore? Un grande conoscitore del binomio? Un uomo di montagna? Un uomo di campagna? Un uomo dell’Appennino?!?

E’ tutto questo e tanto altro, sempre e comunque accostato al cavallo e alla conoscenza che deve trasmettere agli umani perché lo considerino nella sua giusta dimensione.

“Di passo in passo” è lui, il Colonnello che sotto la corazza nasconde l’umiltà dei sapienti e la caparbietà della conoscenza, e la capacità di saperla trasmettere.

Come dice spesso “Volare bassi e mettersi in gioco” per proseguire nel cammino del sapere.

Per l’autore è fondamentale acquisire sempre di più, pur già sapendo e aver visto quasi tutto di questo mondo legato al cavallo, alla montagna e a noi, che questo mondo, a nostro modo, amiamo e condividiamo.

Vincenzo Monfardini

21 febbraio 2016

Adalberto Losi

Conosco Tiziano da qualche anno, insieme abbiamo realizzato un progetto pilota con i cavalli all’interno delle Istituzioni scolastiche. Ho partecipato a suoi corsi e stage.

È un professionista impeccabile, capace di mantenere vivo l’interesse e la partecipazione degli allievi per intere giornate senza soluzione di continuità. Ha un curriculum di titoli ed imprese come pochi. Ed ora ha pubblicato questo libro che mi ha fatto conoscere un lato della sua personalità che tiene ben nascosto nell’attività professionale.

Chi si aspetta di leggere uno degli innumerevoli e spesso inutili manuali equestri resterà sorpreso. Ma non si può neppure definirlo semplicemente il diario di un itinerario equestre.

Io ho letto in quelle pagine il tormento di chi si interroga su tutta una vita, di chi arriva ad un interiore rendiconto. In ogni momento di questo viaggio sul crinale dell’Appennino il presente e il passato si mescolano in un mare agitato di sentimenti ed emozioni che fanno vacillare l’autore per poi portarlo a rinnovare il suo interesse alla vita e a futuri progetti.

Ricordo che ad un suo stage sono montato in sella in volteggio, una mia mania perché non sopporto vedere montare goffamente usando la staffa, a pranzo Tiziano mi ha chiesto quanti anni avessi e, scoperto che sono più vecchio di lui di sei anni, tutto contento ha detto: <>.

Si amico mio, puoi stare tranquillo, la grandezza di una persona si misura da tante cose e chi come te ha avuto il coraggio di mettere a nudo i suoi pensieri più reconditi, le sue debolezze, il suo interiore travaglio al cospetto del mondo in quelle pagine ha superato brillantemente, insieme al cancello dell’ultima tappa di un viaggio a cavallo, il bilancio di una vita.

Adalberto Losi

27 gennaio 2016

Dott. Corrado Colombo

Tiziano Bedostri è invece la conferma, un assoluto fuoriclasse del turismo equestre nella sua versione più bella, quella del vero “viaggio”: dal Monte Bianco, alle traversate appenniniche dall’Emilia alla Liguria.

Una conferma perché Bedostri è sempre persona dal colloquio interessante e mai banale, oltre che grande conoscitore del cavallo e del suo mondo. “Di passo in passo” è molto più di un racconto di un emozionante viaggio nella Natura. E’ quello che per la letteratura americana è il racconto “on the road”, là su una motocicletta, qui su un cavallo: il Viaggio come riflessione, maturazione, esperienza. Il libro lo trovate in versione cartacea (clicca qui) o digitale, per Kindle (qui)

I pensieri di Bedostri si sfilano sul tragitto dall’Appennino alla vista del mare delle Cinque Terre, tra le difficoltà pratiche che oggi non siamo più abituati a considerare, ma che un’escursione del genere suscita, tra il paesaggio e i pensieri che il cavallo scatena. Il turismo equestre è purtroppo un po’ dimenticato, per tanti motivi, dal nostro sport, e secondo me è un grosso sbaglio: le emozioni del viaggio nel paesaggio sono importanti e benefiche sotto tutti i sensi. Spero che si possa invertire la tendenza, ed in questo senso, pensateci, se vi appassionano viaggi del genere: potete contattare Tiziano Bedostri cliccando qui, e conoscerlo “sul campo” all’opera, nei magnifici paesaggi che lui conosce e ama così bene. Non sarà un’esperienza banale, ne sono certo!

Dr Corrado Colombo

dicembre  2015

Elisabetta Merlotti

Ciao Tiziano!

Il tuo libro è stato per me un viatico per un viaggio immaginario verso quelle mete che hai perfettamente e poeticamente descritto…

Ti ringrazio per le emozioni che hai saputo trasmettere, ma anche per quella visione “critica” che caratterizza la tua personalità, in parte dettata ovviamente dalla esperienza e dall’amore incondizionato per i cavalli e la natura!! Molto istruttivo in tanti passaggi. Complimenti. A questo punto aspetto il tuo prossimo libro…

Nel frattempo vorrei farti i miei auguri di buon natale e serene feste a te, Piera, i vs ragazzi e ovviamente… e soprattutto i veri protagonisti di questa meraviglioso mondo: i cavalli!!! Auguri e a presto, per altri viaggi… E nuove storie

Elisabetta Merlotti

23 ottobre  2015

Pagni Paolo

Ho letto il tuo libro, e l’ho letto più volte per entrare nello spirito e nel senso autentico di ciò che hai costruito e realizzato e questo è il frutto di quanto ho appreso e sentito. Grazie Tiziano per quanto hai trasmesso. Wakpa Ira (Pagni Paolo).

La sensazione più palpabile che questo racconto è “una carezza all’anima”. Carezza che sconfina in una ricerca spirituale oltre un avventura reale e concreta. Una commistione di atti pratici e prove di coraggio. L’uomo e il cavallo diversi ed unici, in paesaggi che li fondono con la natura e la storia. Passione che rende l’uomo responsabile “vero”, delle sorti di tutti e tutto quanto il viaggio incontri : Uomini,cavalli, boschi, praterie, sentieri, guadi, pericoli e difficoltà. Un viaggio all’apparenza costruito, preordinato, ma che in realtà prende forma, cresce si modifica e si plasma in tutti gli aspetti “passo dopo passo”, ed il viaggio si trasforma in “viaggi”, che ogni partecipante fa col corpo e la mente e il proprio cavallo.

Assorbendo tutto ciò che viene incontrato, forgiando una affinità profondamente umana. Un connubio, un alchimia legata alla passione per il cavallo la natura , la storia, il volersi mettere alla prova, dove oltrepassare i propri limiti magari con incoscienza o spavalderia, e dove l’esperienza di chi guida sa riportare alla ragione, alla consapevolezza, all’ubbidienza consapevole.

Cose che alla fine del viaggio diventeranno per sempre scolpite nell’animo di ciascun partecipante, ma molto di più nell’animo di colui che ha voluto, preparato, sognato e realizzato questo viaggio. Tutti i sensi in questi 8 giorni di viaggio hanno ricevuto stimoli, e impulsi profondi e fortissimi, conditi da sensazioni irripetibili, legando i partecipanti a indimenticabili ricordi. Un incontro metafisico tra storia, poesia, passione, fuse insieme con l’amore granitico per il cavallo, compagno di vita e il paesaggio, la natura., parte integrante della vita, dove l’andare diventa un Viaggio dell’Anima, un viaggio tra cielo e terra, tra passione e svago, tra storia e cultura.

Dove scopri che chi ti guida non è solo l’artefice di una, anche se lunga, passeggiata, ma un costruttore silenzioso di sentimenti e sensazioni difficili da dimenticare. Alla fine del viaggio, i partecipanti avranno imparato il rispetto, la disciplina, l’altruismo e dove c’è stata una rinuncia, non c’è stata sconfitta ma amore per il compagno animale, dove limiti e amicizia, rimarranno indelebili nelle menti di ciascuno come il verde degli Appennini e l’azzurro del mare.

Questo, caro Tiziano è quello che ho visto e sentito durante la lettura del tuo libro, forse ho tralasciato altre cose, ma ogni uno facendo lo stesso percorso vede e sente altre cose, e in maniera diversa.

Grazie Tiziano di averci portato con te e gli altri nel tuo viaggio che è diventato anche nostro regalandoci sensazioni e phatos coinvolgente.

Wakpa Iha (Pagni Paolo).

 

26 settembre  2015
Ilenia Di Marco

“Lasciate l’iniziativa ai cavalli, lasciateli liberi nel movimento, non disturbate il loro equilibrio, non contrastateli con la mano, delicatamente indicate loro solo la direzione..”

Con queste parole è iniziata la mia avventura spirituale insieme a voi cavalieri a fil di cielo; ho rivissuto il mio amato appennino, la sua poesia, il cuore di una guida, un colonnello… un uomo..  che oltre che di gran classe, ha saputo momento per momento dare emozione, guidare un gruppo, carpire attimo per attimo lo stato d’animo dei suoi compagni d’avventura.

Un diario ricco, di silenzi e poesia, di riflessioni ed introspezioni, di onestà e di rispetto, per i suoi compagni di viaggio, sia equini sia umani e per la montagna… un libro che ha saputo farmi piangere quando la tensione era alta, sorridere ad immaginare certe espressioni apparire su un volto noto per me solo in fotografia… ma quello che più conta, è stato il sentirmi parte di quella comitiva, anche se solo con l’immaginazione e provare l’emozione di rivedere le carrarecce, i boschi le carbonaie le antiche storiche mura, e le colline dell’appennino che tanto amo…..

Grazie Tiziano Bedostri Ogni qual volta affronti un viaggio sulla tastiera…. riesci a donarmi tante emozioni…. noi, gente di montagna, riusciamo a vedere oltre…. oltre gli orizzonti, le guglie e le nuvole…. nell’infinito del blu del cielo…. Grazie per questa meravigliosa avventura….

(Ilenia Del Marco)

6 settembre  2016
Adriana Quattrini

Ciao Tiziano,

ormai da parecchi giorni ho finito il tuo libro, ma non ho mai avuto molto tempo per scriverti.. volevo farti i miei complimenti, è scritto molto bene, leggero da leggere ma molto emotivo, da cui traspare tutta la tua passione per il tuo lavoro e per il nostro territorio! complimenti ancora!

(Adriana Quattrini)

4 settembre  2015
Augusto Praloran

Ciao Piera,

ti scrivo solo ora perché …ho dovuto attendere le ferie per poter leggere il “diario” di Tiziano. Il libro mi è piaciuto molto, a tratti è davvero emozionante e credo lo sia per chiunque abbia un po’ di esperienza con i cavalli e con quello che comunicano.

Ti confesso che alcuni passaggi molto personali mi hanno stupito. Purtroppo ho avuto modo di conoscere Tiziano solo in quelle due mezze giornate l’anno scorso e mi era parsa una persona estremamente riservata, cosa che peraltro condivido e apprezzo. Non avrei mai detto che si sarebbe lasciato andare ad alcune delle “condivisioni” così introspettive del libro, si vede che se le sentiva proprio.

Certi passaggi giustamente un po’ polemici invece non mi hanno stupito per niente, saranno state solo due mezze giornate ma basta molto meno per rendere evidente quanto sia una persona diretta sugli argomenti che gli stanno a cuore.

Troverei molto piacevole la lettura di qualche ricordo valdostano, mi auguro ci faccia seriamente un pensiero.

Un abbraccio,

Augusto

23 agosto  2015
Elena Di Chiara

Carissimo Tiziano,

sono Elena, ci siamo conosciuti venerdì per una passeggiata di un’ora con partenza dal maneggio di Sestola. Nella mia vita equestre, istruttori, guide, cavallari e cavalieri ne ho conosciuti tanti… Tante, troppe volte dopo l’entusiasmo iniziale sono rimasta delusa dalla loro aridità o egoismo o venalità. Ho imparato a non fidarmi, a pensare sempre il peggio e -sostanzialmente- a farmi i cazzi miei durante gli incontri, dedicandomi più al cavallo che mi veniva affidato, tentando (nel poco tempo che avevo a disposizione) di creare un contatto, di convincerlo che il mondo non è popolato solo di gente ‘tiratira frustafrusta sgambasgamba’.

Però una mia caratteristica, difetto mortale per chi fa questo lavoro, è sempre stata una patologica sincerità e una snervante incapacità di trovare quel benedetto filtro tra cervello e bocca. Ci sto lavorando e lo troverò, te lo prometto! Ma non oggi.

Ciò premesso dico:

Non ti conosco. Non so se ti rivelerai anche tu una bufala. Non so se, alla fine, anche tu sei uno dei tanti stronzi che popolano, tuttologi e garruli, il nostro mondo. Tuttavia, oggi, a mente fredda dall’entusiasmo per la passeggiata e dopo aver finito il tuo libro, i sentimenti che provo per te sono di ammirazione e gratitudine. Lasciamo da parte l’ammirazione perché risulterei un’insopportabile e melensa leccaculo e parliamo di gratitudine.

Grazie, perché in un’ora mi hai permesso di cancellare settimane di tensione, stress, fatica.

Grazie per aver capito quando parlarmi e quando tacere.

Grazie per la galoppata, nonostante fossimo a fine stagione e i cavalli cominciassero a sentire il peso del lavoro.

Grazie per la vista del Castello.

Grazie per il panorama e per la pineta, per la salita e la discesa.

Grazie per la fiducia che mi hai accordato, affidandomi Eudora.

Grazie per la tua sella.

E grazie per il tuo libro. Mi ha emozionata, fatta ridere, piangere, incazzare.

In ogni parola mi sono riconosciuta. Nella calma del rumore di mascelle che triturano fieno, nell’ansia per il benessere del gruppo, nella dissonanza dei sentimenti tra ‘lo fermo o lo faccio continuare?’

Mi faresti un ulteriore favore? Daresti un paio di carote a Eudora da parte mia?

E una bella grattatina dietro il garrese? La porterò per sempre nel cuore, nonostante cavalli ne abbia montati a centinaia. Mi avete restituito me stessa e so che il regalo più grande è che nei momenti di sconforto e difficoltà, l’immagine di un paio di orecchie saure, tese a vedere se quel cane è pericoloso o no, una silenziosa domanda a me, una silenziosa risposta fatta di grattino-carezza-silenzioso ‘tranquilla nessun pericolo ‘ , il suo successivo rilassarsi, ecco tutto questo me lo riporterò nella mente e sarà più facile affrontare le difficoltà di ogni giorno.

Il legame stabilito con lei è per me il successo più grande di quest’anno, qualcosa di prezioso e unico.

Grazie quindi. A lei e anche a te! Un caro abbraccio Elena

(Elena Di Chiara)